Chitarra Battente

la chitarra battente

Il mio primo approccio alla
chitarra battente

Il mio primo approccio alla chitarra battente è arrivato dopo aver completato il percorso accademico di chitarra classica. Suonando in diversi gruppi di musica popolare mi veniva richiesto l’utilizzo di questo strumento e così ho deciso di acquistare la mia prima chitarra battente consapevole che avesse un enorme potenziale. Ho scoperto subito il mondo di Francesco Loccisano, ho studiato con lui ed ora collaboriamo insieme.

La nostra collaborazione ci ha portati a pubblicare “LA CHITARRA BATTENTE – metodo base per imparare a suonare la chitarra battente edito da fingerpicking.net e distribuito da Curci editore.

La chitarra battente che utilizzo è stata costruita per me dal liutaio Sergio Pugliesi della Oliver Guitar Lab.

La chitarra battente vista frontalmente

Le origini della chitarra battente

La chitarra battente nasce probabilmente nel 1600 in Italia. Ciò che avvalora questa tesi è che nel 1600, a Roma, iniziarono a produrre le prime corde metalliche che saranno montate poi sulla chitarra battente. Nasce come strumento colto, suonato a corte e pieno di intarsi.

Perché si chiama chitarra battente

Il primo documento che parla di chitarra battente, databile alla metà del XVIII secolo, è il manoscritto custodito presso la Biblioteca del Conservatorio “G. Verdi” di Milano che recita: ALFABETO DI CHITARR’A BATTENDO CON IL CAMMINO DELL’INTIERE CORRISPONDENZE, COSÌ MAGGIORI COME MINORI. Il termine battente può essere inteso con due significati: il primo si riferisce alla tecnica di esecuzione che prevede di battere con la mano destra sulle corde dello strumento; il secondo indica il fenomeno acustico dei battimenti che si vengono a creare dovuti alla presenza dei cori (che difficilmente si riescono ad accordare perfettamente all’unisono).

Dove venivano costruite le prime battenti

I primi centri di produzione dello strumento si trovano a Venezia con i liutai Matteo e Giorgio Sellas (XVII sec.) e a Bisignano con i fratelli Vincenzo I e Michele I De Bonis (dal XVIII sec. fino ad oggi anche se molto probabilmente le loro origini non sono calabresi).

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Il retro della chitarra battente

La chitarra battente diventa uno strumento popolare nell’ 800

La chitarra battente, nel XIX secolo, finì tra le mani del popolo che ha saputo preservare le caratteristiche originarie dello strumento, segnando però il disinteresse della musica colta. Questo passaggio ha arrestato l’evoluzione dal punto di vista tecnico, del repertorio e costruttivo.

Addirittura si può affermare che la costruzione dello strumento ha avuto un declino perché, accanto a liutai professionisti, nacquero molti liutai dilettanti. Questi ultimi si cimentavano nel costruire chitarre battenti da soli utilizzando materiale scadente e tecniche costruttive poco efficaci segnando così tutte le differenze strutturali che ancora oggi sono presenti nelle varie zone dove essa viene costruita.

Un altro motivo che ha segnato il disinteresse da parte dell’ambiente colto è la difficoltà di comporre per uno strumento con accordatura “rientrante”. E in un’epoca che come afferma Arnold Schönberg “[…] la nostra epoca moderna cerca molto, ma finora ha trovato soprattutto il comfort; e il comfort si espande in tutta la sua ampiezza anche nel mondo delle idee, rendendoci tutto più facile di quanto sia mai accaduto.”, la chitarra battente ha avuto difficoltà a trovare posto.

La chitarra battente vista frontalmente

La chitarra battente e la musica popolare nel XX secolo

In ogni caso, però, il popolo Italiano, soprattutto la popolazione del meridione, è riuscito a tenere in vita la battente facendola diventare il simbolo della musica popolare. Veniva venduta nelle fiere di paese dove si potevano trovare diversi liutai che esponevano gli strumenti che avevano costruito. In seguito, con l’avvento della globalizzazione, delle nuove mode, lo strumento ha rischiato di scomparire. Chi lo suonava, come racconta Giuseppe Donato, uno tra gli ultimi suonatori e cantanti popolari, veniva preso in giro anche dagli stessi familiari.

Grazie al lavoro di poche persone, in particolare della famiglia De Bonis che ha continuato a costruire e tramandare l’arte della liuteria della chitarra battente, e di Eugenio Bennato che ha portato in giro nel mondo lo strumento, la battente è giunta ai nostri giorni.

La chitarra battente nel

La chitarra battente nel 2000 ricomincia a “ruggire” conoscendo una nuova vita svincolandosi dall’essere solo uno strumento sostenitore del canto popolare. Entra così nell’”albo” degli strumenti solisti con un nuovo repertorio originale e trascrizioni che non affondano per forza nelle radici della musica popolare del sud Italia.

Tra i maggiori innovatori della chitarra battente troviamo il maestro Francesco Loccisano che per primo individua in questo strumento un potenziale finora inespresso.

In collaborazione con diversi liutai ha apportato delle modifiche strutturali per esaltare quella che è la sua capacità di composizione ed espressione, senza alterarne le caratteristiche peculiari. Queste innovazioni lo hanno portato a comporre ed incidere ben tre dischi: Battente Italiana, Mastrìa e Solstizio e a scrivere il primo metodo per chitarra battente e un secondo metodo scritto a quattro mani con Marcello De Carolis.

Anch’io, studiando con Francesco Loccisano, sto cercando di dare nuovo lustro alla chitarra battente andando alla ricerca di un nuovo repertorio originale per chitarra battente.

In primis insieme al maestro Luca Fabrizio abbiamo fondato il duo Cordaminazioni dove la Chitarra Battente dialoga con la Chitarra ClassicaMandolino, Mandola, Cuatro, Charango e Cavaquinho.

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ANGELO GILARDINO

Compositore

Compositori colti stanno iniziando a scrivere un nuovo repertorio per chitarra battente come il maestro Angelo Gilardino che ha scritto il brano “Albero Solitario” per chitarra battente e chitarra classica dedicato al duo Cordaminazioni” (Luca Fabrizio e Marcello De Carolis) ricordo della grande pittrice Lucana Maria Padula e il “Concerto di Matera” per chitarra battente e 10 strumenti (flauto, oboe, corno inglese, clarinetto in si bemolle, fagotto, violino I, violino II, viola, violoncello, contrabbasso) dedicato a Marcello De Carolis.

oliverguitar

SERGIO PUGLIESI

Oliver Guítar Lab

Oggi una nuova scuola di liuteria sulla chitarra battente si sta facendo strada grazie anche alla collaborazione tra il liutaio Sergio Pugliesi della Oliver Guitar Lab di Scilla (Rc) e il musicista Francesco Loccisano. Insieme hanno dato vita ad uno strumento moderno capace di riprodurre e raccontare una nuova epoca chitarristica tutta Italiana.

Chitarra battente - Metodo base, scritto da Francesco Loccisano e Marcello De Carolis edito da fingerpicking.net
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La Chitarra Battente - metodo base

Il metodo per Chitarra Battente scritto da Francesco Loccisano e Marcello De Carolis edito da fingerpicking.net

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